Lo sappiamo tutti, il mondo del web è sempre in rapida e continua evoluzione. Non facciamo in tempo ad imparare, ad esempio, cos’è la SEO che quest’ultima è già morta a colpi di “Panda” e “Penguin” update.

Nonostante la rapida ascesa nell’olimpo dei contenuti da produrre assolutamente, anche le infografiche sono diventate un metodo obsoleto di visualizzazione dei dati.

I recenti sviluppi delle tecnologie hanno infatti permesso una nuova tipologia di rappresentazione delle informazioni – una versione più bella, più immediata e soprattutto più “marketing friendly”. Queste grafiche, sempre più interattive, stanno per spingere l’infografica fuori dalle luci della ribalta.

Introduzione alle webgraphic

L’infografica ha goduto di un’ampia popolarità nel corso degli ultimi anni come un mezzo eccezionale per rappresentare visivamente ciò che sarebbe difficilissimo (o comunque meno efficace) da spiegare a parole. Sono state in grado di rendere fruibili delle informazioni complesse, e di coinvolgere i lettori sempre di più alla scoperta di nuovi modelli e template.

Ma, mio malgrado,quei giorni sono finiti. Adesso, per essere efficaci, le infografiche devono avere un qualcosa in più, devono essere più accattivanti visivamente, devono essere in grado di narrare una storia, da qui l’esigenza dell’infografica interattiva e animata (di cui aveva già parlato su questo blog Daniela Caracciolo).

Ross Crooks, il creative director di Column Five, lo aveva immaginato. Scrisse della morte delle infografiche tradizionali più di un anno fa, predicendo che il futuro sarebbe stato orientato all’interazione tra utente e infografica. Si può tranquillamente sostenere che aveva proprio ragione, infatti ad oggi, le infografiche video, interattive ed animate stanno prendendo sempre più piede e ne incontriamo ogni giorno di più.

Differenze con l’infografica statica

La differenza principale con le infografiche tradizionali, a mio avviso, è riconducibile all’interazione tra il fruitore ed il “prodotto”. Questa attività consente all’utente di rimanere focalizzato sull’argomento trattato dall’infografica, inducendolo a scoprire sempre di più ed a comprenderla fino in fondo. A quanti di voi è mai successo di guardare un’infografica ma di non leggerla?

Le nuove tipologie di infografiche lasciano lo “spettatore” interagire con esse; comprendere quali sono gli elementi attivi, le animazioni ed i link cliccabili; tutto ciò, non fa altro che aumentare l’impegno di chi le osserva, così come la credibilità dell’infografica stessa.Ma la parola “infografica interattiva” non è forse un po’ riduttiva? Che ne dite di chiamarla: “webgraphic“?Esatto, stiamo coniando un nuovo termine.

Perché webgraphic? Perché un’infografica interattiva per definizione deve contenere del codice. Ciò significa che, invece di essere una immagine statica, deve essere “embeddata” in una pagina web ed entrare a far parte del contenitore in cui verrà inserita.

Perché adesso?

Qualcuno potrebbe sostenere che il concetto di webgraphic si sarebbe potuto realizzare anche diversi anni fa, ma in realtà, sono emerse solamente l’anno scorso.

Questo processo è il risultato di diversi fattori quali:

  • Il responsive design;
  • Il miglioramento dei browser per l’accelerazione hardware ed un miglior supporto alle animazioni;
  • La maggiore varietà di opzioni a disposizione dei designer come ad esempio HTML5, CSS3, jQuery.

Per non parlare della accessibilità alle infografiche interattive sui tablet, visto che il numero di dispositivi mobili utilizzati per navigare sul web negli Stati Uniti ed a livello internazionale è in continua crescita.

Storytelling interattivo

Le infografiche, paragonate alla loro controparte interattiva, per essere assimilate hanno bisogno della concentrazione delle persone. Al contrario, il filo narrativo di quelle interattive può indurre gli utenti attraverso una serie di passaggi, fornendo informazioni utili per aiutare lo spettatore a giungere ad una conclusione in completa autonomia.

Inoltre, poiché le webgraphic sono realizzate attraverso l’utilizzo di codice e linguaggi di programmazione, possiedono la caratteristica che ha reso immenso il web: i collegamenti ipertestuali (i link).

Un ottimo esempio di utilizzo di un WebGraphics è: “Daily Dose of Water webgraphic” una webgraphic (chiamiamola webgrafica) che fornisce indicazioni utili e statistiche per calcolare l’utilizzo d’acqua quotidiano.

Aumento del traffico e degli inbound link per la SEO

The benefit of your visual content being embedded on your page is that viewers will be directed to your website. This brings awareness of your URL. Later on, this can be beneficial in manipulating your visitors, converting them, and retargeting advertising to them later.

Avevo già parlato di come utilizzare le infografiche per la SEO (e ne parlerò più approfonditamente nei prossimi giorni con una serie di articoli con video), le webgraphic hanno inoltre il vantaggio di trovarsi solamente all’interno della vostra pagina e di conseguenza (se ben realizzata) comporterà un incremento delle visite, delle condivisioni e soprattutto dei backlink.
Vorreste vedere una best practice? “The future of Carsharing“ è un ottimo esempio.

Oltre ad avere riscosso tantissimo successo dal punto di vista degli share social (1700 condivisioni su Twitter e ben 2800 su Facebook), è riuscito a raggiungere (a mio avviso quasi involontariamente) importanti risultati dal punto di vista SEO (ottenendo 478 backlinks da 194 domini differenti e raggiungendo un PageRank di 5).

Ad esempio, effettuando la ricerca (su Google.com in inglese):

–> “the future of car sharing” il sito web in questione si trova in prima posizione.
–> “car sharing” il sito web si trova in settima posizione.

Aumento dei tassi di conversione e miglioramento del retargeting

La possibilità di incorporare la webgraphic all’interno del nostro sito web ha l’eccezionale vantaggio di incrementare i cosiddetti conversion rate. Le infografiche possono migliorare la brand awareness (inserendo il logo all’interno dell’immagine, le fonti, ecc.), tuttavia con un webgraphic si avranno a disposizione molte più opzioni.

Come ho già accennato nei punti precedenti, avere la possibilità di “programmare” dal punto di vista del codice la nostra webgrafica, ci darà la possibilità di raggiungere i nostri obiettivi.

Per esempio, all’interno del sito web di DeskTime, è stata realizzata una webgraphic con un pulsante a fondo pagina per la “cattura” di potenziali clienti. Ecco uno screenshot:

In conclusione

A differenza di quanto detto nell’introduzione di questo articolo, non credo che le infografiche siano morte (così come la SEO), ma è interessante notare qual è il trend verso il quale i mercati più avanzati (come quello americano in cui il 2010 è stato l’anno degli infographic) si stanno orientando.

Si è parlato di webgraphic ma come vi dimostrerò con una case history reale, anche le infografiche fanno molto bene il loro lavoro.

Come sempre bisogna valutare quali sono gli obiettivi che si intendono perseguire e, non meno importanti, i budget a disposizione.

Uno dei lati negativi delle “WebGraphics” ad esempio è la limitata capacità di essere social. Se riusciamo a caricare un’infografica su Facebook, sarà molto più difficile (se non impossibile) embeddare una webgrafica (sono meno user-friendly su reti sociali rispetto infografica statica).

In un mondo in cui i social si evolvono continuamente (proprio ieri notte 15/05/2013 Google Plus ha effettuato un upgrade delle funzionalità e della grafica) escluderli dai giochi può risultare fallimentare, perciò, teniamoci strette le nostre care infografiche!

E tu cosa ne pensi? Quale tipo di infoprodotto preferisci? Esprimi la tua opinione e condividi l’articolo con i tuoi followers!

Fonti:

Venturebeat.com